La Falanghina dei Campi Flegrei
16 febbraio 2017

AREA FLEGREA ARCHEOLOGICA

I Campi Flegrei (dal greco “ardo” , “brucio”) sono un vero e proprio campo vulcanico.
Gli abitanti dell’area flegrea sono stati testimoni e vittime di un fenomeno di sollevamento del suolo che, in pochi mesi, ha portato quest’ultimo ad un livello, complessivamente, di circa 3,5 m più alto.
Questo fenomeno è noto con il nome di bradisismo, che significa letteralmente movimento del suolo. I Campi Flegrei hanno un'enorme importanza storica, paesaggistica e territoriale per numerosi motivi che hanno reso questa parte della Campania meta del Grand Tour, richiamando visitatori da tutt'Europa.
Nei Campi Flegrei si riconoscono e distinguono tre periodi o fasi geologiche:
il Primo Periodo Flegreo: è caratterizzato da banchi in piperno e tufi grigi pipernoidi, riconoscibili nella collina dei Camaldoli, come nella dorsale settentrionale e occidentale del monte di Cuma. Per questo periodo si parla anche del vulcano Archiflegreo la cui attività vulcanica esplosiva raggiunse l'apice con l'esplosione che disseminò in buona parte della regione Campania l'ignimbrite campana e che portò allo sprofondamento della caldera.
il Secondo Periodo Flegreo: 35 000 anni fa avvenne la maggiore eruzione della storia che si è caratterizzata per l'esteso deposito di tufo che ricopre l'intera piana campana .Circa 15 000 anni fa si verificò un altro evento catastrofico quando nei vulcani si formò un quantitativo di pomici e ceneri a causa della frammentazione di 40 chilometri di magma, il cui prodotto fu il tufo giallo che costituisce i resti di un immenso vulcano subacqueo (avente un diametro di circa 15 km e Pozzuoli al suo centro), il cui cratere residuo è formato dalla collina di Posillipo, dalla collina dei Camaldoli, dalla dorsale settentrionale di Quarto, dai monti di Licola-S.Severino, dal dicco del monte di Cuma, e da Monte di Procida
il Terzo Periodo Flegreo: è caratterizzato dalla pozzolana bianca che costituisce il materiale di cui è formata la maggior parte dei vulcani che formano i Campi Flegrei. Baia (ricadente nel comune di Bacoli) rappresentava il luogo di soggiorno prediletto dell'aristocrazia romana e di diversi imperatori, che andavano in questi luoghi a rilassarsi, edificandovi lussuose ville di soggiorno e numerosi impianti termali di cui le sale monumentali ancora oggi vengono impropriamente chiamate "Tempio": spiccano quello di Mercurio, di Venere, di Diana.
Le rovine dei resti dell'antica città di Baia sono ora visitabili presso il complesso archeologico di Baia, mentre attualmente una importante parte dell'antica Baia è sommersa dal mare a causa del bradisismo: per le numerose presenze archeologiche sottomarine, recentemente il golfo di Baia è stato dichiarato area marina protetta e istituito il Parco sommerso di Baia.
Tutt’ora l’area archeologica dei campi flegrei è come un’area magica dove potersi rilassare tra la costa di baia e bacoli, dove sorgono ville, ristorantini, bar, ville di ricevimenti, che accolgono persone del luogo e turisti ogni giorno.